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quinta-feira, 12 de junho de 2008

Rocco Buttiglione,GIOVANNI TESTORI ,Homossexualidade

Prof.Rocco Buttiglione
Ministro Italiano dos Assuntos Europeus
Comissário Europeu da Justiça e Igualdade:
As suas ferozes convicções cristãs contra a homossexualidade,
e a favor do matrimónio convencional,fecharam-lhe portas,
de cargos a que aspirava.
Sinto-me triste porque fui objecto de injustiça e indescriminação,a defesa da liberdade do pensamento perdeu uma batalha.Sou católico e Liberal A homossexualidade para o catolicismo,
é condenável do ponto de vista moral,a doutrina católica diz que a homossexualidade é uma desordem objectiva.A minha fé impede-me de fazer determinadas coisas,a demissão Ad Tempus ligada só á questão da consciência.Fui vitima de um complot e as minhas declarações extrapoladas,sempre defendi mães solteiras heroinas.Matrimónio etimológicamente faz alusão á protecção e sustento da mulher,homens e mulheres são diferentes.A mulher tem 2 vocações:contribuir para a sociadade atravéz do seu trabalho profissional e ser mãe.Os varões tambem têm o dezejo:trabalhar para manterem a sua familia e serem pais.
Gianni Testori http://www.associazionetestori.it/
COMINCIO' TUTTO CON SEGANTINI
Il primo scritto pubblicato da Testori risale al 1941, aveva ancora 17 anni. Si tratta della prima e unica uscita di una rubrica dedicata a opere d’arte inedite dell’Ottocento italiano, uscita sulla rivista del GUF "Via Consolare" (Forlì, II, 1, gennaio, p. 15).Testori presenta un dipinto preparatorio per Alpe di maggio di Giovanni Segantini. E' la prima voce della Bibliografia completa di Testori.
GIOVANNI TESTORI (12 maggio 1923 - 16 marzo 1993)
Scrittore, drammaturgo, pittore, critico d'arte, poeta, regista, attore: difficile definire in una parola Giovanni Testori. Nato a Novate Milanese, ha seguito sin da giovanissimo la propria natura creativa e tumultuosa. Già a 17 anni collaborava ad alcune riviste del GUF con articoli di critica d'arte contemporanea. Sono gli anni in cui nasce una stretta amicizia con i pittori di Corrente: da Guttuso a Morlotti, Treccani e Cassinari.
Dal 1952 diviene allievo prediletto di Roberto Longhi che ne difese strenuamente il modo coinvolgente e appassionato di leggere la storia dell'arte. Dall'alunnato longhiano nascono i celebri scritti sull'arte del Cinque-Sei-Settecento lombardo-piemontese: da Martino Spanzotti e Gaudenzio Ferrari a Cerano, Tanzio da Varallo, Daniele Crespi, Cairo fino a Ceruti e Fra Galgario.
Spetta a Vittorini il merito di averlo lanciato come scrittore, pubblicando nel 1954 la sua prima opera di narrativa, Il dio di Roserio, nella collana i Gettoni di Einaudi. Seguirà poi il ciclo de I Segreti di Milano che si apre con le due raccolte di racconti Il ponte della Ghisolfa e La Gilda del Mac Mahon, in cui Testori racconta di una Milano periferica povera e umana.
Al nome del Piccolo Teatro invece è legato il primo grande esordio come drammaturgo: La Maria Brasca venne portata in scena nel 1960 con la regia di Mario Missiroli e una straordinaria Franca Valeri. Gli anni '60 sono segnati dal sodalizio con Luchino Visconti: tre racconti de Il ponte della Ghisolfa costituiscono l'ossatura della sceneggiatura di Rocco e i suoi Fratelli. Visconti curerà la regia di due opere testoriane: L'Arialda (1960), e La Monaca di Monza (1967). Fu proprio lo scandalo per la presunta oscenità de L'Arialda a far conoscere Testori al grande pubblico.
Gli anni '70 si aprono al Salone Pier Lombardo: Franco Parenti, a partire dal 1972, porta in scena la Trilogia degli Scarrozzanti (Ambleto, Macbetto ed Edipus) e i Promessi sposi alla prova con la regia di Andrée Ruth Shammah. Nel 1977 la morte della madre dà inizio a una nuova fase della vita dello scrittore, segnata dal monologo Conversazione con la morte, portato in scena dallo stesso Testori l'anno seguente. L'incontro con la Compagnia dell'Arca di Forlì porterà alla messa in scena di Interrogatorio a Maria (1978), Factum Est (1981) e Post Hamlet (1983).
Gli anni '80 sono invece nel segno di Franco Branciaroli: con il grande attore e con il regista Emanuele Banterle Testori fonda la Compagnia degli Incamminati. Tra i momenti culminanti del rapporto Testori - Branciaroli massima risonanza ebbero In exitu (1988), con la memorabile rappresentazione alla Stazione Centrale di Milano e Verbò (1989), in cui al Piccolo Teatro andava in scena con Branciaroli lo stesso Testori. Altro importante frutto dell'esperienza degli Incamminati è la messa in scena dell'Erodiade (1984) con Adriana Innocenti.
Dal 1975 era iniziata la collaborazione di Testori con il "Corriere della Sera": dopo alcuni articoli di critica d'arte ed editoriali d'argomento etico, Testori aveva preso il posto di Pasolini come commentatore controcorrente in prima pagina e, dal 1978, diviene responsabile della pagina artistica.
Dal 1990 si ammala di un tumore che lo costringerà per molti mesi in ospedale, fino alla morte nel '93. Sono comunque anni d'intenso lavoro che portano alla stesura di numerose opere teatrali. Tra queste, l'ultima e più importante è I tre lai: una sorta di testamento letterario, in cui l'autore dipinge in tre monologhi (una sorta di terna dantesca) la vita di tre eroine da sempre amate dallo scrittore: Cleopatra, Erodiade e la Madonna. L'opera, pubblicata postuma, è stata messa in scena dalla Compagnia dei Magazzini, per la regia di Federico Tiezzi e con la straordinaria interpretazione di Sandro Lombardi. Un nuovo allestimento per l'Edipus nel 1996 e per l'Ambleto nel 2001 ha confermato la compagnia dei Magazzini, ora Lombardi-Tiezzi, come un adelle più importanti esperienze teatrali testoriane post-mortem.
foi um importante dramaturgo da segunda metade do sec.XX,seu amigo,era homossexual mas estava convencido que a homossexualidade era um pecado"Sou um pecador mas todos os homens são pecadores""A minha filha é a minha filha e continuará sempre a sê-lo faça o que fizer"O vice-presidente dos EUA Dick Cheney uma das suas filhas confessou-lhe que é homossexual.

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